NO ALLA VIOLENZA, NO ALL’OMOFOBIA

24 Gennaio, 2017 | Autore : |

Stamane scelgo di pubblicare qualcosa di diverso sul sito della nostra associazione. Avrei voluto scrivere di nuove richieste di ingresso nella nostra comunità, del grande lavoro che stiamo compiendo per cementare l’associazione e crescere collettivamente, ma devo parlare d’altro. Il principio per cui si impone di prendere posizione su ciò di cui tratta questo articolo è alla base del rapporto tra Nuova Avvocatura Democratica e i fatti. Noi non siamo i cantori di un mondo dominato dalla nostra visione delle cose e non vogliamo esserlo. Nel mare bulimico di diversivi, di armi di distrazione di massa, di cui sono fatti i racconti “istituzionalizzati”, noi cercheremo sempre di essere una voce attenta alla realtà, quella vera.

Ieri sera, nel nostro gruppo facebook pubblico, “Nuova Avvocatura Democratica”, è comparso un post che raccontava di un’aggressione omofoba avvenuta a Milano, a danno di due giovani, Michele e Marcello, di cui non venivano indicati i cognomi. Il post non è stato “attenzionato” dal gruppo ed io stesso mi sono mosso secondo un protocollo abbastanza rodato, che adotto in queste occasioni. Ho atteso conferme concordanti dei fatti, ho cercato di comprendere se le notizie riportate fossero vere se se fosse vero il contenuto della notizia (che non è proprio la stessa cosa, anche se lo scrivo in modo volutamente “furbo”). In genere i fatti di cronaca sono estranei all’attività dell’associazione, che resta un soggetto che intende occuparsi di politica forense e della condizione dell’avvocatura e della giustizia italiana.  In questo caso però ho ritenuto di voler parlare, o meglio…  scrivere, di cose su cui in genere mantengo un certo riserbo.

Non importa se l’aggressione di cui sono stati vittime Michele e Marcello sia stata dettata dall’omofobia o meno. Non importano le responsabilità penali che verranno accertate: per quello esistono indagini, esiste il lavoro delle forze di polizia ed i processi, fatti di avvocati e giudici. Quello che davvero importa è che Michele e Marcello sorridano ed abbiano voluto mostrarsi sorridenti, così come appaiono nella fotografia che li ritrae dopo l’aggressione, pubblicata da vari organi di stampa.

 

 

NO ALLA VIOLENZA, NO ALL’OMOFOBIA

Le aggressioni operate in branco sono uno degli elementi che fanno parte della violenza quotidiana di cui è vittima la società. L’omofobia, il bullismo, l’estremismo che ha come matrice un concetto totalmente distorto di “tifo” non sono che declinazioni di un unico dramma: la sopraffazione ai danni del diverso.

 

Nuova Avvocatura Democratica promuove la cultura dello scontro politico e ripudia ogni forma di violenza fisica. Le due cose possono apparire prive di punti di contatto, ma non è così. Non di rado la teoria della sopraffazione del diverso, del più debole, del meno numeroso, è un concetto che trionfa, anche nei rapporti politici tra Stato e cittadini, tra istituzioni, gruppi, strutture ed individui. Spesso l’esasperazione causata dalla sopraffazione comporta reazioni violente, in cui chi si sente sopraffatto, vessato e aggredito, reagisce in modo scomposto. E’ un rischio che va scongiurato, sempre, promuovendo la non violenza come strumento di resistenza attiva contro gli abusi del potere.

 

 

Il sorriso di Marcello e Michele dopo l’aggressione, in questo senso, rappresenta un fortissimo messaggio di contrasto alla violenza ed all’omofobia, come espressione di una particolare forma di violenza. A loro e a tutte le vittime di sopraffazione violenta, auguriamo di poter superare ogni effetto di quanto hanno subito. A noi stessi auguriamo di saper trarre esempio dalla forza del sorriso mostrato da Marcello e Michele, per continuare a combattere per ciò che riteniamo giusto, senza mai perdere la tenerezza che deve contraddistinguere la nostra umanità.

 

 

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