UNA VOLTA ABILITATO SEI MEZZO AVVOCATO

3 Giugno, 2017 | Autore : |

Lo studio del presente articolo darà diritto a due crediti formativi in materia obbligatoria.

 

In principio fu la Cassa Forense, con contributi regressivi, che prendono di più da chi ha di meno, quando non chiedono di pagare ciò che nemmeno si possiede. Fu anche l’assicurazione professionale obbligatoria, perché… si sa, l’avvocato può far danni. Non la deve avere il pittore, l’autista, l’insegnante, il docente, il fabbro, l’orafo… ma vuoi mettere i danni che può provocare quell’inetto di avvocato?

 

Sempre in principio fu la mediaconciliazione, rimedio alternativo al processo, ma sempre obbligatorio. E’giusto: perché rendere efficiente il processo, perché punire chi ha torto e premiare chi ha ragione, ottenendo efficienza e deflazione? Molto meglio dar da mangiare ad una pletora di inetti e di falliti, che di colpo si sono inventati una cosa inesistente, ovvero questa attività di “mediazione”, che altro non è che una delle attività che gli avvocati hanno sempre svolto, sin dalla notte dei tempi.

 

Non bastava però, a schiantare e sfibrare gli avvocati, impedendogli di lavorare, occorreva fare di meglio. Allora furono i crediti formativi, la “formazione obbligatoria”, sempre obbligatoria, perché l’avvocato è ignorante e devono pensarci i convegni organizzati dall’Ordine Forense e dai propri sodali a formarlo. Basta pensare che una laurea, anni di studio e di pratica, anni di professione svolta in regime di libero mercato, senza alcun aiuto da parte dello Stato, formino un professionista. Non scherziamo… l’avvocato è un bamboccio, perennemente disinformato e deformato, che va costantemente aggiornato e formato. L’avvocato è uno studente che studia e che deve studiare, perché altrimenti non può lavorare. L’avvocato non deve studiare, non ha tempo, perché deve prendere i “crediti formativi”.

 

Si guardarono attorno allora, per vedere se bastava, ma ancora non bastava. Per poter patrocinare presso le giurisdizioni superiori, l’avvocato aveva sempre dovuto pagare la tangente ai suoi predecessori. Qualcuno lo chiamava “pizzo”, qualcun altro “nonnismo”. C’era persino chi lo chiamava “rispetto”. Il problema era che poi, dopo anni di lavoro, quel pizzo non si doveva più pagare e si correva il rischio che troppi scapestrati, troppi indecorosi, potessero patrocinare da soli le controversie di cui erano investiti dai clienti. Allora fu il corso a Roma, presso gli amici degli amici: 500 euro, professori “unti” dal Signore, pagati a peso d’oro, perché…si sa, la cultura superiore costa.

 

Povero avvocato e povera avvocatura. Venduta dalla cupola dell’Ordine Forense, spremuta, schiacciata, vessata, da gente che le sta suggendo ogni stilla di sangue dalle vene.

 

Svegliatevi cari colleghi. Ribellatevi, aprite gli occhi… NAD vi offre asilo politico, NAD vi offre la libertà.

 

Unitevi a noi. Non abbiamo alternative.

 

Avv. Salvatore Lucignano

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