LE RISPOSTE ALLA CRISI NON SONO NELLA RETORICA

9 maggio, 2018 | Autore : |

Una delle canzoni più famose del novecento diceva che la risposta soffia nel vento. Purtroppo l’avvocatura italiana quelle risposte stenta a trovarle. NAD è fermamente contraria alla politica dei convegni e delle fotine scattate ai convegni. Siamo contrari alla politica delle commissioni ipertrofiche, usate per finalità elettorali, siamo fermamente convinti che l’ecumenismo, la ricerca ossessiva dell’unità, mascherata da unanimismo, siano una iattura per la professione. Tutti i colleghi che portano avanti una politica che nega lo scontro, che vorrebbe imporre nel contesto politico un clima di finto buonismo, utilizzato per silenziare il tentativo di occupazione di tutti i luoghi del potere di nomina istituzionale, fanno una politica che NAD osteggia e che contrasterà sempre.

Noi crediamo che la crisi dell’avvocatura, istituzionale, economica e morale, sia una crisi di uomini, di sistema, che vada affrontata non facendosi fotografare in centinaia di inutili convegni, ma mettendo in campo un serio sforzo di elaborazione politica, che miri a coinvolgere la politica nazionale, anche attraverso un’opera di relazione con parlamentari di riferimento, disposti ad ascoltare le istanze di parte della categoria.

 

Eludere questi temi, continuare ad affidarsi alla retorica, all’idea di prestigio, all’ampolloso mondo della tradizione ordinistica, non è la strada che NAD intende percorrere. Non lo è mai stata e non lo sarà mai. Nascondere la gravissima crisi della professione dietro iniziative spot, di propaganda, tese ad affermare una presunta lucentezza dell’Ordine forense, a nostro avviso acuisce il problema, piuttosto che risolverlo.

Ai colleghi continuano a mancare risposte. Il sistema ordinistico continua a raccontarci di rappresentare l’assetto istituzionale giusto per offrirle. Dai sondaggi disponibili l’avvocatura è molto scontenta di questa versione dei fatti, ma gli avvocati che votano (una piccola parte degli iscritti), sembrano dare ragione alle istituzioni, che magnificano se stesse. C’è un evidente cortocircuito tra il malcontento che la classe parrebbe esprimere nelle opinioni e gli orientamenti riflessi nel voto, che appare ancora molto legato a logiche poco responsabili, spesso clientelari, amicali e dannose per la categoria.

 
In questi anni, prima ancora che nascesse NAD, abbiamo cercato di costruire un archivio politico che raccontasse ciò che accadeva nella nostra professione. Non è stato facile. Senza soldi, senza potere, senza la copertura mediatica degli organi di propaganda del regime siamo riusciti a mantenere viva una flebile opposizione all’attuale assetto istituzionale della professione.
 
Continuiamo a dire ai colleghi che, se sono soddisfatti di quello che le istituzioni forensi hanno fatto in questi anni per l’avvocatura, fanno benissimo a continuare a votarle. In caso contrario fanno malissimo a non scegliere il cambiamento possibile.
Non possiamo più nasconderci dietro una realtà falsa ed edulcorata. Distribuire prebende, fare assistenzialismo a pioggia, mettere in scena la parata delle istituzioni, ricche, opulente e maestose, non ci porta da nessuna parte.
NAD ripudia questa politica. Per noi la politica forense non è occupazione di poltrone, né unanimismo di comodo, teso a nascondere le trame ordite con i padrini del vecchio potere. Per NAD la politica forense non è fatta di nomine di fedeli o presunti tali, di contrattazioni per uno spicchio di visibilità, di immobilismo che si nutre di apparenza.
Questa non è NAD e NAD non può stare con chi ha questa visione della politica forense. I nostri colleghi invocano risposte forti, decise, nette, coraggiose. Il soffio del vento, della calunnia, della retorica, non riempie la pancia, non risolve i problemi. NAD questo lo sa e continuera a battersi con grande radicalismo per provare a cambiare le cose e risolvere finalmente il dramma che l’avvocatura di massa sta vivendo in questi anni.
Avv. Salvatore Lucignano

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