NUNZIO LUCIANO E IL CODICE ETICO: QUELLE INNOCENTI EVASIONI.

17 giugno, 2018 | Autore : |

 

Si sa che molti avvocati sono così: forti con i deboli, ma debolissimi verso i forti. Nelle scorse ore sono stati diffusi stralci di conversazioni tra Nunzio Luciano e Luca Parnasi, che dimostrano una contiguità ed una programmazione comune del proprio futuro, in un intreccio politico, professionale, economico, che non lascia dubbi sulla vicenda. Nunzio Luciano, impegnato nella sua ascesa politica personale, usava ed abusava della sua carica per intessere relazioni il cui fine ultimo era quello di procurarsi utilità personali, economiche e patrimoniali, dirette ed indirette, facendo leva sul potere concessogli dall’utilizzo dei miliardi di euro a disposizione di Cassa Forense per investimenti nel “sistema” paese.

NAD non ha mai attribuito a Nunzio Luciano specifici reati, né ha mai pensato che la politica non sia fatta di relazioni. NAD ha sempre criticato l’intreccio tra politica, affarismo, utilizzo interessato e personale delle cariche assunte nelle istituzioni, denunciando con forza e con coraggio che tali comportamenti non sono compatibili con la nostra visione della politica forense. Secondo noi Nunzio Luciano non avrebbe mai dovuto chiacchierare con Luca Parnasi del proprio futuro professionale, degli incarichi dati al socio di Nunzio, tale “Nicola”, di milioni di euro da destinare ai fondi indicati da Parnasi, di come strutturare il suo futuro da avvocato, “capitalizzando” (cit. Parnasi) la sua permanenza al vertice di Cassa Forense.

Nonostante molti, troppi vostri “colleghi” facciano finta di non capire, le intercettazioni che vedono coinvolto Luciano non mostrano un uomo che fa qualcosa di illegale in cambio di qualcosa, ma dimostrano quella rete di relazioni malsane, di intrecci, di misto tra carrierismo, affarismo e politica, che è il male della società italiana ed è anche il male delle istituzioni forensi nostrane.

Nunzio Luciano non è stato avvicinato da Luca Parnasi perché bello,simpatico o intelligente. Se così fosse, Parnasi avrebbe avvicinato Salvatore Lucignano, ma sfortunatamente Lucignano a Parnasi non avrebbe avuto nulla da offrire, nessuna possibile ingerenza da operare nelle scelte di investimento dell’Ente Cassa Forense, nessun “potere”.

Ecco, il potere. E’ questo che faceva gola a Parnasi, è questa la ragione per cui il Parnasi avvicina Luciano e gli illustra i programmi per un roseo e prospero futuro comune. Orbene, NAD non ha mai agitato cappi. NAD ha sempre denunciato che Nunzio Luciano agisse come un tycoon, spregiudicato, per costruirsi carriera ed utilità. Intendiamoci, in Italia ciò è fatto di costume, ma Luciano non ha fatto nulla per sottrarre la Cassa Forense a questa deriva. Al contrario, accentrando tutto il potere nelle sue mani, lo ha usato per rafforzarsi, pensare al futuro, pensare alla famiglia.

In palese violazione con l’art. 9 del codice etico, da lui stesso fortemente voluto, Luciano utilizzava il suo ruolo per fare politica, per acquisire potere, per intessere relazioni utili alla sua sfera privata. Lungi dall’avere un atteggiamento distaccato verso la politica, gli affari, l’affarismo, Luciano in questi anni ha sempre ostentato il suo potere, non ha mai nascosto le sue velleità personali, non ha mai tenuto le relazioni pericolose e i personaggi in cerca di denaro degli avvocati lontani dall’Ente che presiede. In ultimo, anche in occasione degli abboccamenti avuti con il Parnasi, Luciano ha palesemente violato il codice etico, non denunciando alcuna pressione, come era suo dovere fare.

Il comportamento di Luciano è in palese violazione con il codice etico da lui stesso approvato. Che i vili continuino pure a tacere. Per noi Nunzio Luciano deve dimettersi immediatamente e porre fine alla sua carriera politico forense. Ha avuto abbastanza, ha preso abbastanza, ha restituito macerie ed infelicità, opacità ed autoritarismo. Direi che può bastare così.

Avv. Salvatore Lucignano

Segretario Nazionale NAD

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