CASSA FORENSE AL VOTO: I NUMERI DELLA RAPPRESENTANZA

8 marzo, 2018 | Autore : |

Questo articolo serve a cercare di far capire meglio agli avvocati italiani come funzionano le elezioni per il comitato dei delegati alla Cassa Forense. Cerchiamo di dare qualche elemento, in una materia spesso ostica per l’avvocato italiano, ovvero le norme elettorali. 

 

 

Sono state indette le elezioni per il rinnovo del comitato dei delegati della Cassa Forense, che si svolgeranno dal 24 al 28 settembre 2018. Il termine per presentare le liste che si sfideranno, nei vari distretti di Corte d’Appello, è fissato dalla delibera di convocazione al 15 maggio 2018.

Il sistema di distribuzione dei delegati non ha tenuto conto della effettiva rappresentatività degli stessi, favorendo ancora una volta una rappresentanza sovradimensionata per i distretti di Corte d’Appello con minor numero di iscritti. Come si vede infatti, l’attribuzione dei delegati si ottiene dividendo il numero di iscritti alla Cassa (attualmente 241.850) per 80, ovvero per il numero dei delegati che comporranno il comitato. Tale risultato consente di ottenere il cosiddetto “numero base”, che nel caso di specie è di 3023. Successivamente ogni distretto di Corte d’Appello divide il proprio numero di avvocati iscritti per il numero base, ottenendo il numero di delegati da eleggere. Si tratta ovviamente di un numero che offre risultati approssimati per difetto, rispetto alla composizione del comitato, perché non tiene conto dei resti e dei distretti con meno iscritti rispetto al “numero base”.

 

Nella situazione attuale infatti, i distretti di Caltanissetta, Campobasso, Potenza, Trento e Trieste, non raggiungono i 3023 iscritti. Abbiamo dunque 5 delegati attribuiti di diritto. Ad essi spetta un delegato di diritto, pur non arrivando ad esprimere un numero di avvocati pari a 3023. I 5 delegati che spettano “di diritto” ai distretti meno popolosi, si sommano a quelli spettanti ai distretti con i più alti resti, rispetto al rapporto tra iscritti e numero base. Nel nostro caso aggiungono un delegato i distretti di Ancona, Brescia, Catania, Cagliari, Catanzaro, Firenze, L’Aquila, Palermo e Reggio Calabria. Abbiamo dunque 9 delegati attribuiti in base ai “resti”.

 

Il distretto di Roma, che pure, con i suoi oltre 33 mila iscritti, presenta il più alto resto, nella divisione con il numero base, non ottiene l’undicesimo delegato, perché le norme interne alla Cassa prevedono che nessun distretto possa esprimere più di 10 esponenti all’interno del comitato dei delegati.

 

Alcuni cenni sul sistema elettorale: si sfideranno liste che potranno contare candidati sino al numero massimo di delegati spettanti al distretto di Corte d’Appello, che coinciderà con il collegio elettorale. La rappresentanza di genere, salve le liste uninominali e binominali, è garantita da un numero di candidati di genere meno rappresentato che non può essere inferiore ad 1/5. Le norme regolamentari peraltro, sembrano fare salve le liste composte da candidati di un solo genere, che non giungano al numero minimo di 5 componenti. Sembra esservi infatti assenza di coordinamento tra la norma che fa salve liste di un solo genere, composte da uno o due candidati, e quella che prevede un numero minimo di candidati di entrambi i generi in misura di 1/5. La norme del regolamento elettorale della Cassa Forense (cfr. art. 3 comma 4), laddove avessero voluto prevedere che anche le liste composte da 3 o 4 candidati avessero al proprio interno una rappresentanza minima di genere, avrebbero dovuto fissare tale misura minima in 1/3, invece che in 1/5 dei componenti della lista.

 

L’attribuzione dei “seggi” avverrà secondo il metodo delle cosiddette “liste bloccate”, ovvero la posizione in lista dei singoli candidati indicherà la preferenza per l’assegnazione. L’ordine di presentazione dei candidati in lista diventa così il criterio di preferenza per la loro eleggibilità. Gli elettori voteranno le liste contrapposte, che si sfideranno in un’elezione di tipo proporzionale. Il numero dei voti riportati da ogni lista, rispetto al numero dei votanti, darà la “cifra” elettorale della lista stessa, che verrà divisa per il numero di delegati da eleggere, al fine di valutare il numero di seggi spettanti alla lista. Pertanto la cifra elettorale verrà suddivisa per 1, 2, 3, e così via, fino al numero di delegati da eleggere. I quozienti maggiori risulteranno assegnatari dei seggi in palio.

 

Nuova Avvocatura Democratica si prepara a questo appuntamento, consapevole dell’importanza della sfida. Abbiamo bisogno di un reale cambiamento, senza il quale le politiche della Cassa Forense continueranno ad essere distanti ed ostili agli avvocati italiani liberi.

 

Avv. Salvatore Lucignano

 

 

 

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