LA SAGRA DELLE OCCASIONI MANCATE

28 ottobre, 2018 | Autore : |

In questi giorni è centrale nel dibattito tra gli Avvocati la riforma del rito civile, per la quale si rimanda al precedente contributo https://www.nuovaavvocaturademocratica.org/diritto-giustizia/riflessioni-sulla-riforma-del-processo-civile/.
Si è già paventato il rischio dell’ennesima riforma, inevitabilmente a tempo determinato, destinata a naufragare nel triangolo delle Bermuda dell’inefficienza degli uffici giudiziari.
Manca la capacità di legiferare in maniera efficiente, come retaggio dell’antico vizio italico che vede la teoria sovrastare la pratica, disperdendo la portata innovativa di quella che, ab origine, può essere una buona ipotesi di riforma.
È successo con la riforma della Legge Fallimentare, con la riforma del Diritto Condominiale, con la Legge sul sovraindembitamento nell’ambito civile, con il fallimento della probation, delle misure alternative alla carcerazione, delle depenalizzazioni nell’ambito penale.
Come sempre il vulnus profondo va ricercato nell’incapacità dell’Avvocatura di farsi interlocutore istituzionale credibile ed imprescindibile, capace, al contempo, tanto di indirizzare le riforme su binari di efficacia pratica, quanto di trarre dalle riforme stesse nuova linfa a vantaggio della Classe, tanto in termini di prestigio quanto in quelli economici.
Tragedia nella tragedia è anche l’inettitudine a riuscire a muoversi utilmente finanche nell’ambito consentito dalle imperfette norme vigenti.
Un esempio pratico è dato dalle occasioni fornite agli Ordini dalla Legge 3\2012 (composizione della crisi da sovraindebitamento) che, pur nella sua limitata attuale formulazione, consente interessanti occasioni economiche e vera palestra di formazione, che potrebbe facilmente superare la ridicola ed offensiva collezione di crediti formativi, simile alle raccolte punti degli esercizi commerciali.
È noto come la norma in questione abbia ad oggetto la possibilità per il debitore sovraindebitato, di effettuare una vera e propria ristrutturazione di tutto il montante debitorio, attraverso gli Organismi di Composizione della Crisi, che il legislatore ha stabilito possano essere formati anche dagli avvocati, quali soggetti qualificati. Ma i dati ci evidenziano la lentezza con la quale gli stessi si sono mossi, lasciando campo libero agli Ordini dei Commercialisti che, quasi in tempo reale, hanno quasi monopolizzato il settore. Da non sottolineare, che gli OCC formati da Avvocati, molto spesso, lavorano a scartamento ridotto o non lavorano affatto essendo attivi solo nominalmente.
Eppure l’occasione sarebbe stata da sfruttare a pieno e potrebbe ancora esserlo.
La composizione della crisi da sovraindebitamento, infatti, è strumento fondamentale in termini socioeconomici, in un momento storico caratterizzato dalle macerie lasciate dalla grande crisi economica del 2008. Crisi inseritasi in un periodo di recessione successivo alla introduzione della moneta unica ed alla conseguente impossibilità di manovre economiche di svalutazione sulla moneta. Piccole e medie imprese, non fallibili, e molti consumatori si sono ritrovati, senza colpa grave, in situazioni di irreversibile indebitamento creando una impossibilità oggettiva di accesso al credito e quindi, nella morte civile, in un contesto basato sull’affidabilità presunta. Le crisi da comporre sono moltissime.
I Coa potrebbero ricavare, al netto dei compensi dei singoli professionisti impegnati e delle spese di gestione, un utile da reinvestire in servizi per la Classe ed in formazione reale di nuovi professionisti, attraverso accordi con gli istituti universitari per corsi specifici non meramente finalizzati all’accumulo di crediti farlocchi, ma legittimanti l’acquisizioni di titoli specialistici quali anche quello di Compositore della Crisi.
Tale modello, inoltre, risulta estendibile ad altre materie quali, ad esempio, la composizione negoziale della crisi familiare.
Nuova Avvocatura Democratica si impegna, programmaticamente, a seguire le linee di condotta sopra esposte nel ricercare, attraverso i propri rappresentanti in ogni istituzione forense, la realizzazione di ogni utile occasione di lavoro e crescita per la Classe, finalizzata tanto alla realizzazione economica dei singoli, quanto alla concretizzazione di una mutualità interna alla stessa, nella convinzione che nessun Collega possa essere lasciato indietro ed in balia della crisi della professione.

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