AUTOREVOLEZZA E AUTORITARISMO

8 Gennaio, 2017 | Autore : |

Quelli che potete leggere sono i tweet del vincitore delle ultime elezioni che hanno indicato il Presidente degli Stati Uniti d’America: arrivano con cadenza assai frequente, durante tutto il giorno ed illustrano ai cittadini del mondo i pensieri, gli intendimenti e le azioni dell’uomo che guida la nazione più influente del pianeta.

Se Donald J. Trump fosse un avvocato italiano si troverebbe sicuramente a disagio. Il Consiglio Nazionale Forense non potrebbe rispondere a nessun tweet che riguardasse l’attività di tale organo e se si provasse a contattare il Consiglio tramite facebook, il tentativo fallirebbe, perché il Consiglio Nazionale non ha un account facebook.

Se Donald J. Trump fosse un avvocato napoletano, oltre a dover fronteggiare l’assenza dai social network dell’istituzione più potente in seno alla sua categoria, si troverebbe anche di fronte a decine di raccomandazioni e delibere del proprio ordine di appartenenza, tese a censurare e sconsigliare alle centinaia di  commissari arruolati nelle commissioni create dal Consiglio l’utilizzo dei social network come strumento di comunicazione.

 

Se Donald J. Trump fosse un avvocato italiano, che volesse provare a leggere i verbali con i quali le istituzioni forensi, al XXXIII Congresso Nazionale dell’Avvocatura, hanno cancellato le mozioni sgradite ai padroni dell’assise, a distanza di tre mesi, si troverebbe di fronte a verbali illeggibili.

Se Donald J. Trump fosse un avvocato italiano e si chiedesse il perché i delegati della propria Cassa di Previdenza abbiano deciso di aumentarsi indennità e gettoni di presenza e magari fosse così ardito da richiedere una copia della delibera, per conoscere le posizioni ed il voto dei delegati che dovrebbero rappresentarlo, si troverebbe di fronte all’art. 9 del regolamento per l’accesso agli atti della Cassa e dovrebbe sottoporsi ad una trafila tesa a rimettere al giudizio dei delegati la richiesta di prendere visione delle scelte compiute.

Se Donald J. Trump fosse un avvocato italiano e volesse avere notizie di un reclamo avverso le elezioni tenutesi nel foro di Napoli, in data 12 dicembre 2016, che avevano il compito di eleggere 5 rappresentanti dell’Organismo Congressuale Forense, potrebbe agire su facebook, su twitter, con istanza, a mezzo mail, potrebbe chiedere lumi a chiunque, ma sarebbe del tutto vano, non otterrebbe alcuna informazione.

 

COMUNICAZIONE AL PRESIDENTE ARMANDO ROSSI

 

Se il Presidente Donald J. Trump fosse un avvocato italiano e volesse sapere quante copie vende il giornale da lui finanziato, chi può pubblicizzare prodotti e aziende sul giornale da lui finanziato, e provasse a connettersi con il sito internet della società che edita il giornale da lui finanziato, rimarrebbe sorpreso dal sapere che detto sito, non solo non contiene alcuna informazione sul prodotto editoriale che giustifica l’esistenza della società, ma che non risulta mai aggiornato, da quasi un anno, ovvero dal momento del suo lancio. In aggiunta, come suprema beffa, per una società editrice di un giornale quotidiano, riscontrerebbe che la home page è ormai così datata da riportare pubblicamente messaggi di spam, chiaramente visibili ad ognuno.

L’autorevolezza consiste nella capacità di ispirare fiducia e rispetto. L’autoritarismo si nutre di oscurità e silenzio, di azioni nascoste, di violenza ed abusi, di arbitrio e sopraffazione. Una istituzione autorevole è trasparente, si mostra, si offre alla critica, intrattiene con i soggetti rappresentati un costante dialogo. L’istituzione autoritaria fa tutto ciò che desidera, infischiandosene di ogni critica, ignorando ogni richiesta di chiarezza e informazioni.

 

Noi di Nuova Avvocatura Democratica rispettiamo istituzioni autorevoli e disprezziamo quelle autoritarie. E’ per questo che disprezziamo ed ignoriamo le istituzioni forensi italiane, perché non sono affatto autorevoli, ma al contrario, sono autoritarie.

 

 

 

 

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