Ma ne vogliamo parlare?

23 agosto, 2018 | Autore : |

L’avvocatura non è solo il ricordo di una categoria che difendeva la Costituzione, perché la Costituzione non è un logo. Ho in mente l’eco di parole come la nostra professione sia nobile, antica, parole piene di retorica, non che la retorica sia necessariamente un male, parlo ovviamente della sana retorica, non del becero conformismo, della retorica che ti spinge magari ad affermare un luogo comune, ma che esprime un sentire, e guai a banalizzare i sentimenti o peggio prendersela con quei pochi valori superstiti. Proprio questi al contrario, più “comuni” sono,dove per comuni intendo condivisi. Meglio è per tutti. E allora benvenuti siano,perché chissà mai che questa categoria possa ricomporre i cocci partendo proprio da un idem sentire recuperato da un buco nero della memoria. Deve essere il “Decoro” ? La dignità ? La lealtà? La probità? E sia .Non voglio fare alcun torto al decoro,alla dignità, alla lealtà e alla probità. Troppe ne abbiamo sentite e lette negli ultimi anni, avvocati ossessionati dall’idea di poter apparire retorici tanto da costruire la retorica della retorica ,ovvero: l’ipocrisia rivestita dalle belle parole, che è tra le cose che mi irrita di più. La mia considerazione è strettamente legata ad un dato concreto. Siamo ancora i difensori della Costituzione? NAD sin dalla sua nascita si è opposta alla mala gestio della politica forense da parte dei nostri rappresentanti in passato e anche attualmente. La Cassa Forense avrebbe dovuto tutelare l’avvocato nell’esercizio della sua professione invece assistiamo ogni giorno allo stillicidio della nostra categoria. I rappresentanti istituzionali dell’Ente fanno pessimi investimenti (NAD ne ha sventati alcuni) e per giunta aumentano i loro indennizzi e i loro gettoni di presenza, imponendolo agli iscritti senza alcun diritto di replica. Cosa volete che ne sappia un alieno…

E’ vero questa politica colpisce prima i più deboli, ma inesorabilmente verranno colpiti anche quelli che vantano una posizione economica media e poi forte. Tutto ciò condurrà alla estinzione della categoria stessa . Già cosa volete che ne sappia l’alieno… NAD ha solo la “colpa” di aver “denunciato” ad alta voce la verità. NAD vuole accompagnare la categoria al cambiamento, salvando quanti più colleghi sarà possibile. Evitiamo di essere patetici ma è un dato di fatto che molti colleghi si autosospendono o si cancellano perché non riescono a reggere la pressione fiscale, il versamento dei contributi previdenziali divenuti negli ultimi anni eccessivi rispetto al guadagno reale che è scemato, grazie anche al dimezzamento delle tariffe forensi attuato con la tanto sospirata riforma. Questa situazione mi fa porre una seconda domanda. Siamo una categoria che deve accettare la sua estinzione senza battere ciglio? Cosa volete ne sappia l’alieno…

Per chi ama questo lavoro, non può non avere un moto di ribellione e unirsi alla nostra lotta, in questo momento NAD rappresenta nel panorama politico forense l’unica via d’uscita.
Come facciamo a spiegare al marziano che anche loro, quelli che non si dissociano dai carri armati più ridicoli della galassia, né dai quattro gatti che volevano guidarli, dicono di essere paladini dei nostri diritti. Menomale che gli extraterrestri non esistono,una figuraccia stellare risparmiata alla categoria che ha ridotto l’avvocatura ad una tela bianca senza alcun soggetto, né ad alcun futuro.

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