QUALITA’ E CONTROLLO DEGLI AVVOCATI IN EUROPA

27 Ottobre, 2016 | Autore : |

Nel 2014 la commissione detta CEPEJ (Commission européenne pour l’efficacité de la justice/The European Commission for the Efficiency of Justice) ha pubblicato il consueto rapporto sulla giustizia europea. Il capitolo n. 12 del rapporto era dedicato allo studio dell’avvocatura, nei vari paesi sottoposti ad indagine. 

Ho ritenuto di tradurre questa ed altre sezioni, sperando di offrire ai colleghi italiani uno strumento di indagine comparativa utile a comprendere similitudini e differenze tra le modalità di svolgimento della nostra professione in Italia e in Europa. 

L’analisi di quel che avviene all’estero è fondamentale per poter valutare riforme, miglioramenti, correttivi e proposte utili alla risoluzione dei problemi dell’avvocatura italiana. 

In questo documento ho deciso di proporre i dati, corredati dalle tabelle, riguardanti la disciplina, perché sia chiaro a tutti gli avvocati italiani quale sia la situazione in questo settore della vita forense nazionale. La sezione corrisponde al capitolo 12.3.3. del rapporto CEPEJ 2014. 

Avv. Salvatore Lucignano

 

 

12.3.3 standard di qualità e controllo degli avvocati

La qualità del servizio fornito dagli avvocati è fondamentale per la tutela dei diritti dei cittadini. Alcuni standard minimi di qualità sono quindi necessari e la loro  violazione può portare a sanzioni disciplinari per gli avvocati inadempienti.

Una parte significativa degli stati o entità (36 su 47) applicano le norme di qualità. In quasi tutti questi Stati o entità (ad eccezione di Monaco, Repubblica di Moldova, Ucraina e Regno Unito-Irlanda del Nord), la formulazione di standard di qualità è affidata all’Ordine o albo nazionale degli avvocati.

 

Segue tabella 12.9 standard di qualità.

 

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La tabella è suddivisa in due categorie e rappresenta i paesi in cui vi sono determinati standard di qualità, nella prima colonna. Nell’altra parte della tabella, per i paesi in cui tali standard esistono, si indicano i soggetti che li determinano, con riferimento agli ordini forensi, al Parlamento o ad altri soggetti incaricati di farlo.

Commenti:

Irlanda: l’Ordine degli avvocati d’Irlanda definisce gli standard di pratica e di procedura per i barrister ed essi  operano sotto un codice deontologico che copre tutte le aree di pratica. La “Incorporated law society” definisce gli standard di pratica e di procedura per i solicitors.

Italia: standard di qualità che stabiliscano, ad esempio, l’indipendenza dell’avvocato, la sua integrità e buona reputazione, la sua competenza professionale, sono indicati nelle norme del Codice deontologico, approvato dal Consiglio Nazionale Forense (CNF).  Una recente riforma della professione di avvocato (2012) ha richiesto al CNF di approvare un nuovo codice di condotta professionale, con una chiara indicazione delle sanzioni previste per ogni tipo di colpa professionale o violazione delle norme professionali (codice emanato nell’ottobre del 2014 n.d.t.)

Principato di Monaco: i soggetti che operano come avvocati possono utilizzare i servizi di un organismo di controllo privato (Bureau Veritas), che fornisce certificati.

Portogallo: per gli avvocati non esistono standard di qualità in quanto tali, ma vi è l’obbligo di seguire doveri professionali e un codice di condotta che, se violato, può dar luogo a responsabilità disciplinare (a causa di cattiva condotta professionale) e anche civile, entrambe coperte da assicurazione professionale.

Romania: Non ci sono standard di qualità concretamente stabiliti, ma ci sono obblighi professionali dettati dalla legge e dallo statuto della professione di avvocato, il cui mancato rispetto genera responsabilità disciplinare e deontologica,  compresa quella contenuta nel Codice deontologico per gli avvocati dell’Unione europea, adottato dal CCBE, come successivamente modificato e completato, ed approvato dalla Commissione parlamentare per l’Associazione Nazionale degli Ordini rumeni.

Serbia: il Codice deontologico è redatto in conformità con il Codice europeo di etica professionale.

Spagna: il Consiglio Generale degli Ordini degli Avvocati ha implementato un sistema di gestione della qualità secondo la normativa UNE-EN ISO 9001: 2008.

Regno Unito-Inghilterra e Galles: gli standard di qualità sono in fase di sviluppo per le varie figure legali (barristers, solicitors e dirigenti legali). Se ne stanno occupando  il “Bar Standards Board”,  la “Solicitors Regulation Authority” e l’ “Ilex standard professional”.

12 stati ed entità hanno risposto che non hanno standard di qualità. Tuttavia, anche in assenza di norme specifiche, la qualità della rappresentanza legale può essere garantita dall’obbligo, per alcuni Stati membri, di passare attraverso una procedura di qualificazione rigorosa. In realtà 7 tra i 12 Stati ed entità che non dispongono di specifici standard di qualità, richiedono una qualifica alta (corsi di formazione continui e / o specializzati) per gli avvocati: Belgio, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, “ex Repubblica jugoslava di Macedonia”,  Francia, Svizzera (vedi figura 12.5).

 

Segue tabella 12.10 Numero di procedimenti disciplinari avviati contro gli avvocati (escludendo i consulenti legali).

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La tabella analizza quattro sottocasi: violazione di etica professionale; inadeguatezza professionale; crimini commessi nell’esercizio della professione ed infine, altri casi per cui si è proceduto ad avviare procedimento disciplinare.

Commenti:

Belgio: vengono rese note solo le sanzioni disciplinari comminate, non quelle avviate.

Repubblica ceca: la categoria “reato” indica il numero di procedimenti penali aperti a carico di avvocati o tirocinanti e notificati all’Ordine degli avvocati. Successivamente gli imputati vengono ascoltati in audizione dal Consiglio di disciplina. La figura 47 non è compresa nel numero totale di procedimenti disciplinari (non è dato individuare agevolmente a quale figura si faccia riferimento n.d.t.).

Danimarca: l’inadeguatezza professionale è considerata una violazione delle linee guida, ma resta confinata nell’ambito della determinazione della congruità della parcella. La categoria “altro” riguarda statistiche danesi che coprono i casi di violazione della deontologia professionale.

Francia: qualsiasi violazione di legge, regolamenti o norme professionali, qualsiasi violazione di integrità, onore o di decenza, anche se riferita a questioni non professionali, rende l’avvocato in questione passibile di sanzioni disciplinari.

Irlanda: ci sono due categorie di avvocato, solicitor e barrister. I dati non sono coerenti per ciascuno dei due gruppi. Il tribunale disciplinare riferisce di 116 denunce alla “Law society”.

 

Il dato non include procedure adottate nei confronti di solicitors a causa di irregolarità finanziarie e copre il periodo che va dal 1 settembre 2011 al 31 agosto 2012. La Law society non  avvia procedimenti disciplinari derivanti da denunce di servizi professionali inadeguati. La statistica di cui sopra non include le denunce di servizi o le denunce di natura minore. Ci sono state 48 denunce nei confronti di barristers nel 2013, ripartite come segue: 1. violazione di etica professionale: 20; 2. Inadeguatezza professionale: 15; 3. reato penale: 2; 4. Altre ragioni: 11.

Lituania: nel 2012, la Corte d’Onore degli avvocati ha ricevuto 113 denunce disciplinari a titolo oneroso di cui 84 sono stati avviati per mancato pagamento della quota di iscrizione all’albo degli avvocati lituani o per mancanza dell’assicurazione di responsabilità professionale o ancora per assenza del certificato medico sanitario. L’aumento del numero di procedimenti disciplinari può essere spiegato con l’aumento del numero degli avvocati in Lituania.

Malta: i procedimenti si svolgono a porte chiuse  e non sono pubblici, pertanto nessun dato viene pubblicato.

Monaco: gli avvocati sono posti sotto la supervisione del procuratore generale e le sanzioni sono comminate in camera di consiglio della Corte d’appello, su istanza del procuratore generale. Tre avvisi sono stati inviati dal Procuratore Generale per gli avvocati, ma non sono state avviate misure disciplinari.

Montenegro: nel 2012 35 accuse disciplinari sono state depositate e 5 procedimenti disciplinari sono stati avviati contro gli avvocati. Lo Statuto dell’Ordine degli Avvocati prescrive che i motivi di responsabilità disciplinare sono: violazione dei doveri  e danneggiamento della reputazione della professione di avvocato.

Norvegia: le statistiche norvegesi usano altre categorie, diverse da quelle indicate nella tabella.

Slovacchia: il reato commesso da un avvocato (che sia stato riconosciuto colpevole in via definitiva) è motivo di sospensione o radiazione dall’albo ma a giudizio in corso non è motivo per l’avvio di azione disciplinare.

Slovenia: le violazioni dei doveri nella pratica della professione di avvocato sono distinte in minore e seria. Nel 2012 ci sono stati 40 violazioni in cui il pubblico ministero disciplinare ha avviato le procedure disciplinari. In 56 casi la proposta di avviare una procedura disciplinare è stata respinta.

Svezia: i dati indicano casi avviati dalla Commissione Disciplinare nel 2012. Il numero di casi finalizzati nel 2012 era di 552. Non ci sono sottogruppi di provvedimenti disciplinari rivolti a punire ‘inadeguatezza professionale’, ‘reato’ o ‘altro.’ Di conseguenza non ci sono tali sottogruppi di procedimenti disciplinari. Tuttavia, un avvocato condannato per un reato in tribunale, può anche ricevere una sanzione disciplinare, se il reato è stato commesso nell’esercizio della professione.

Svizzera: “altro” si riferisce a violazioni del segreto professionale.

Ucraina: sono stati avviati 142 procedimenti disciplinari in ragione della  mancata comparizione davanti al giudice in udienza.

Regno Unito-Inghilterra e Galles: il totale è la somma di 193 procedimenti avviati contro solicitors e 117 contro barristers. I dati riguardanti le categorie sono i la seguente: violazione dell’etica professionale: Solicitors = NA / barristers = 69; inadeguatezza professionale: Solicitors = NA / barristers = 0; reato penale: Solicitors = NA / barristers = 21; altro: Solicitors = NA / barristers = 27

Per quanto riguarda i barristers, “altro” si riferisce a violazioni degli obblighi relativi all’esercizio della professione (mancato rispetto della formazione professionale continua, mancato rinnovo del certificato che abilita all’esercizio della professione, mancato ottenimento di assicurazione).

UK-Scozia: Lo Scottish Legal Complaints Commission (SLCC) (commissione legale scozzese per le denunce n.d.t.)  indaga sulle denunce riguardanti il servizio fornito dai solicitors. Esso funge anche da centro di raccolta per tutti i reclami. Tra il 1 novembre 2011 e il 30 ottobre 2012, il SLCC ha ricevuto 1264 denunce. Di queste, 614 non erano ammissibili per le o sono state ritirate prima che fosse presa una decisione sulla loro ammissibilità. 144 sono state rinviate alla Law Society of Scotland e 289 sono state trattate e chiuse dal SLCC. La Law Society of Scotland indaga sulle denunce contro i solicitors per problemi di condotta. Per i casi più gravi la Società ha il potere di perseguire l’avvocato dinanzi al Tribunale scozzese disciplinare per i Solicitors. La Società ha ricevuto 364 denunce tra il 1 novembre 2011 ed il  31 ottobre 2012.

Israele: tre dei cinque distretti della Bar Association hanno fornito informazioni per il periodo che va dal 1 settembre 2012 al 31 agosto 2012. Il Distretto di Gerusalemme ha fornito informazioni per l’anno 2012,  il distretto di Tel Aviv per il periodo compreso tra il 1 gennaio 2012 e l’ 8 novembre 2012.

35 Stati o entità sono stati in grado di fornire cifre relative ai procedimenti disciplinari nei confronti degli avvocati.

La maggior parte dei procedimenti disciplinari è stata avviata per violazione dell’etica professionale, mentre sono stati aperti solo pochi procedimenti per reati penali e inadeguatezza professionale.

In tutti gli Stati membri è possibile denunciare  prestazioni scadenti di avvocati e in 41 Stati o entità, le denunce sono possibili anche per quanto riguarda l’importo delle spese legali. La denuncia circa la dimensione abnorme degli onorari degli avvocati non è possibile in 6 stati / enti: Armenia, Azerbaigian, Georgia, Federazione Russa, Ucraina e UK-Scozia.

Segue Tabella 12.11 Possibilità di presentare un reclamo circa le prestazioni degli avvocati e/o l’importo della parcella. Autorità responsabile delle procedure disciplinari.

 

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La tabella prende in esame due categorie: la possibilità di presentare denunce avverso gli avvocati, ed in questo ambito distingue tra denunce aventi ad oggetto la qualità della prestazione ovvero l’incongruità della parcella. La seconda parte della tabella illustra le autorità competenti, nei singoli Stati o entità statali analizzate, per la gestione dei procedimenti disciplinari. Vengono descritti quattro possibili scenari: competenza di un giudice; del Ministero della Giustizia; degli Ordini professionali; di altri soggetti.

La tabella dimostra come che le denunce che vengono proposte contro gli avvocati siano sempre relative alle loro prestazioni tuttavia le denunce sulla qualità delle prestazioni sono relativamente rare (meno del 15%), in quanto gli aspetti finanziari sono maggiormente presi in considerazione. Ciò significa che la maggior parte delle volte non è la prestazione in sé che è problematica, ma le prestazioni erogate a fronte delle parcelle pagate. In altre parole sembra che i reclami riflettano più un problema di efficienza,  che una carenza di competenza.

In quasi tutti gli stati la sorveglianza e il controllo sulla professione dell’avvocato vengono svolti dagli ordini professionali che possono, indipendentemente dai procedimenti giudiziari pendenti, ordinare un’inchiesta a seguito di una denuncia o anche d’ufficio. E responsabilità dell’Ordine quella di rinviare il procedimento agli organi disciplinari, in caso di illecito professionale.

In 28 Stati o entità l’autorità professionale è l’unica competente per i procedimenti disciplinari. In altri Stati il controllo è diviso tra l’autorità professionale e un giudice (Andorra, Ungheria e Irlanda), l’autorità professionale e il Ministero della Giustizia (Bosnia ed Erzegovina) o le autorità professionali e altri (Austria, Slovenia, Georgia e UK- Scozia). Il giudice è l’unica autorità competente per i procedimenti disciplinari in Germania. Altre autorità rispetto agli ordini professionali, quali il giudice e il Ministero della Giustizia, sono responsabile delle procedure disciplinari in Croazia, Cipro, Grecia, Islanda, Montenegro, Norvegia, “ex Repubblica jugoslava di Macedonia” e Regno Unito-Inghilterra e Galles.

 

Segue tabella 12.12. Numero di procedimenti disciplinari avviati per 1.000 avvocati nel 2012.

 

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I dati sui procedimenti devono essere interpretati con cautela. Un alto livello indica ad esempio una professione molto controllata  e con standard di qualità più elevata, oltre ad una elevata possibilità di essere messi in discussione dai clienti. E importante confrontare questi dati con il numero di sanzioni disciplinari effettivamente inflitte, che è un dato più significativo (vedi sotto).

Finlandia e Danimarca hanno indicato un numero significativo di procedure avviate contro gli avvocati (con un numero di procedure avviate superiore al 20% del numero di avvocati), mentre tale numero rimane molto basso in altri paesi, con un numero di procedure avviate inferiore all’1% del numero di avvocati (Repubblica di Moldova, Montenegro, Ucraina, l’Islanda, la Bosnia-Erzegovina “, l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia”, Regno Unito-Inghilterra e Galles, Regno Unito-Irlanda del Nord, Lettonia, Italia, Principato di Monaco e Israele).

 

Segue Tabella 12.13. Evoluzione del numero di procedimenti disciplinari avviati per 1.000 avvocati (senza consulenti legali) tra il 2006 e il 2012

 

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Commenti:

Montenegro: i dati 2010 si riferiscono al numero di esposti disciplinari depositato, non al numero di procedimenti disciplinari avviati. Così nel 2010 sono stati depositati 49 esposti disciplinari, ma non è stata avviata nessuna procedura disciplinare, a causa del fatto che tutte le accuse sono state respinte, in quanto ritenute palesemente infondate.

Turchia: non vi è un aumento significativo tra i dati 2010 e il 2012. Il dato relativo al 2010 è stato raccolto direttamente dagli ordini professionali. Pertanto i dati del 2012 sono molto più precisi rispetto a quelli degli anni precedenti.

Regno Unito-Inghilterra e Galles: il motivo della differenza tra i dati forniti per il 2010 e il 2012 è che i dati forniti nel 2010 includeva solo i barristers e non comprendeva i solicitors. Per il 2012  i dati relativi agli uni e agli altri indicano un totale che si differenzia sostanzialmente dal ciclo 2010.

La figura 12.13 mostra che, tra il 2006 e il 2012, l’evoluzione del numero di procedimenti per 1000 avvocati (senza considerare i consulenti legali) varia notevolmente da uno Stato (o entità) ad un altro. In effetti, alcuni stati o entità sono relativamente stabili (Repubblica Ceca, Finlandia, Lettonia, Lituania e Svizzera rimangono tra il -20% e il + 20%), mentre in altri Stati o enti si nota una diminuzione del numero di denunce avviate nei confronti degli avvocati (Bosnia-Erzegovina, Repubblica di Moldova, Serbia e “ex Repubblica jugoslava di Macedonia”). Un aumento può essere sottolineato in particolare per l’Azerbaijan, Estonia, Lussemburgo, Slovacchia, Turchia e Federazione Russa).

La figura 12.13 mostra, inoltre, che all’interno di uno stesso Stato o entità, la variazione da un anno all’altro è significativa.

 

Segue tabella 12.14 Numero di sanzioni pronunciate contro gli avvocati (senza consulenti legali) nel 2012.

 

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La tabella prende in considerazione i rimproveri, la sospensione, la radiazione, la categoria “fine” (a cui risulta difficile attribuire un preciso significato n.d.t., potendo risultare un ammonimento) ed altro.

 

Commenti:

Azerbaijan: un avvocato ha commesso un reato ed è stato escluso dalla barra

Belgio: solo una delle due associazioni Bar (OVB) ha comunicato il numero di sanzioni comminate: 49 in totale, (16 rimproveri, 23 sospensioni e 10 radiazioni)  a seguito delle 64 decisioni pronunciate nel 2012 da tre consigli di disciplina fiamminghi.

Repubblica Ceca: “altro” comprende 16 decisioni su punizioni disciplinari, 8 interruzioni di procedimenti, 11 assoluzioni dagli addebiti disciplinari, 2 sospensioni del procedimento.

Danimarca: la commissione di disciplina ha deciso nel 2012 su un totale di 1.533 casi. Di questi 341 casi hanno comportato una sanzione, così come indicato.

Estonia: la differenza significativa tra il numero di procedimenti disciplinari avviati nel 2012 e il numero di sanzioni imposte nel 2012 può essere spiegata con il seguente dato: in 24 casi il procedimento disciplinare è stato risolto preliminarmente, in quanto gli elementi di un illecito disciplinare non sono stati trovati (tuttavia, in 7 casi la Corte d’onore ha manifestato attenzione sulla necessità di conformarsi ai requisiti di etica professionale), in 1 caso la denuncia è stata ritirata, in 1 caso è stato trovato un compromesso e in 8 casi la decisione non è stata presa nel 2012, ma nel 2013.

Finlandia: nel 2012, il 70% dei casi trattati nella commissione di disciplina non ha deciso per qualsiasi azione. Tre avvocati sono stati radiato dall’ordine.

Francia: le sanzioni disciplinari sono l’avvertimento, il rimprovero, il divieto temporaneo di praticare e la cancellazione dall’albo. Inoltre la pubblicazione di una sanzione disciplinare può essere ordinata come sanzione aggiuntiva. Ci può essere una sospensione dell’esecuzione per divieti temporanei. Le multe non sono tra le sanzioni disciplinari previste dalla legge.

Georgia: in 15 casi la Commissione ha deciso di non dichiarare la responsabilità disciplinare e in 26 casi il procedimento disciplinare è ancora in corso.

Ungheria: in base alle norme ungheresi, la ‘rimozione’ e ‘la radiazione dall’albo’ sono la stessa sanzione disciplinare.

Norme ungheresi distinguono tra le procedure disciplinari (per cattiva condotta e malcostume, avviate principalmente da clienti, autorità giudiziarie o amministrative) e le procedure avviate per i reclami etici (soprattutto avviate da un avvocato contro un collega, per  lamentarsi di comportamenti professionali scorretti sotto il profilo etico).

Islanda: “altro” attiene alla violazione delle norme sulle tariffe. Nel 2012 la commissione disciplinare, che lavora sotto l’egida della Icelandic Bar Association, ha rimproverato 1 avvocato e ha deciso che 1 avvocato debba rimborsare le spese al suo cliente. “Altro” si riferisce a 2 avvocati, che avevano avuto le loro licenze sospese dal Ministero degli Interni, perché non avevano l’assicurazione richiesta.

Irlanda: delle 48 denunce contro gli avvocati, presentate nel 2013, 4 sono state accolte. Sono state applicate le seguenti sanzioni: Ammonizione: 1; Avvertimento: 2; Altro (radiazione dall’albo): 1.

Italia: “altro” comprende 12 procedimenti in materia di radiazione dall’albo. Dei 61 casi di rimprovero, 36 costituiscono rimproveri privati e 25 censura pubblica. Non risultano inclusi nell’elenco 9 casi di sospensione cautelare, in quanto questa non può essere considerata come una sanzione, anche se si sospende temporaneamente il diritto dell’avvocato all’esercizio della professione. La differenza tra il numero di procedimenti disciplinari avviati (305) e il numero di sanzioni (136) è dovuta al fatto che i procedimenti conclusi nel 2012 sono stati 210, mentre gli altri sono ancora in corso.

Lituania: il numero totale di 33 rimproveri comprende rimproveri privati  e pubblici.

Lussemburgo: vanno aggiunti  1 rimozione e 1 rimprovero.

Malta: il procedimento si svolge a porte chiuse in camere chiuse, pertanto non vi sono dati pubblicati.

Montenegro: da un totale di cinque procedimenti disciplinari che sono stati condotti nei confronti di un avvocato nel 2012, tre procedimenti sono stati avviati contro un unico soggetto e le accuse erano collegate agli stessi eventi. In questo processo disciplinare  è stata comminata la sospensione dall’albo degli avvocati per il periodo di un anno. Negli altri due procedimenti disciplinari il rinvio a giudizio è stato respinto.

Paesi Bassi: il numero totale di sanzioni comprende 47 casi in cui nessuna sanzione specifica è stata pronunciata. Potrebbero essere considerati come casi di “rimprovero”.

Norvegia: il sistema di statistiche norvegese utilizza altre categorie, diverse da quelle indicate nella tabella.

Serbia: ci sono stati 4 casi di radiazione dall’albo

Slovenia: nel procedimento disciplinare le seguenti sanzioni possono essere pronunciate: avvertimento, rimprovero, (fine, ovvero ammonimento? N.d.t.) e negazione del diritto di esercitare la professione legale (per max 5 anni).

Spagna: sopra le 450 sanzioni, 100 derivano da una disposizione scritta e 350 sono sanzioni disciplinari.

Svezia: il numero indica le sanzioni pronunciate nel 2012, esclusivamente nei casi di violazione della deontologia professionale. Le sanzioni sono le seguenti, in ordine di livello di gravità: rimprovero, avvertimento, avvertimento in combinazione con una multa e radiazione dall’albo. Nel 2012 il numero delle azioni intraprese è stato il seguente: rapporto: 21; Rimprovero: 55; Attenzione: 10; Avvertenze + (fine ovvero ammonimento? N.d.t.) : 8; Radiazione dall’albo: 0; Totale: 94 (inclusi i rapporti).

Turchia: non vi è un aumento significativo tra il 2010 e il 2012. A differenza del 2010, i dati sono stati raccolti dagli ordini degli avvocati direttamente. Pertanto, i dati 2012 sono molto più accurati rispetto ai dati degli anni precedenti.

Regno Unito-Inghilterra e Galles: 282 Solicitors + 82 barristers = totale di 364; 23 Solicitors + 13 Barristers = totale di 36; 56 Solicitors + 7 = Barristers totale di 63; 77 Solicitors + 0 = Barristers totale di 77; 94 Solicitors + 39 Barristers = totale di 133; 32 Solicitors + 23 barristers = totale di 55. Per quanto riguarda i solicitors, le cifre di cui sopra si riferiscono specificamente al procedimento disciplinare, sentiti i Tribunali disciplinari dei solicitors. Questo non include i rimproveri e le ammende inflitte direttamente dalla SRA (Solicitor Regulation Authority n.d.t.). Le statistiche si riferiscono a decisioni prese dalla SDT nel corso del 2012. Si segnala che un insieme di procedure emesse può terminare con più sanzioni contro più persone. Questo significa che il numero di sanzioni, in quel caso, sarà superiore a quello dei procedimenti trattati nelle SDT (solicitor Discipline Tribunal n.d.t.). Per quanto riguarda i barristers, “altro” sono i seguenti provvedimenti: radiato 13, avviso 8, Altro 2.

La ragione della differenza tra i dati forniti per il 2010 e il 2012 è che i dati forniti nel 2010 includono solo i barristers e non comprendevano i solicitors. Questo è stato notato nei commenti alle sezioni su queste due domande nel ciclo 2010. Per il 2012, i dati sia per entrambe le categorie hanno fornito numeri molto differenti da quelli presentati nel 2010.

Mentre la conoscenza delle norme in materia di sanzioni sta migliorando in ogni Stato, le cifre sulle diverse sanzioni pronunciate contro gli avvocati sono ancora molto frammentarie.

La sanzione inflitta più comune è il rimprovero, seguita dalla sospensione.

 

Segue Tabella 12.15. Numero di sanzioni pronunciate ogni 1000 avvocati nel 2012.

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Il più alto livello di sanzioni riguarda, da un lato, i paesi del Nord Europa (Danimarca, Finlandia e Svezia) e d’altra parte, l’Ungheria e la Romania, probabilmente per ragioni diverse. Confrontando il numero di procedimenti avviati con il numero di sanzioni pronunciate, si può sottolineare che gli Stati che avviano un numero significativo di procedimenti nei confronti di avvocati, spesso non pronunciano il maggior numero di sanzioni.

Il fatto che, in uno stato, nello stesso anno, ci sono state più sanzioni che procedimenti (UK-Inghilterra e Galles) può essere spiegato con il fatto che un singolo procedimento può  portare a diverse sanzioni e anche con il fatto che il procedimento avviato alla fine dell’esercizio può comportare sanzioni pronunciate solo l’anno successivo.

 

Considerazioni conclusive: 

Appare evidente come l’Italia sia uno dei paesi europei con il minor numero di avvocati sanzionati, sia in termini assoluti, che in percentuale relativa alla categoria. Ciascuno può valutare se tale circostanza dipenda dalla natura irreprensibile dei legali italiani o dalle commistioni che il sistema ordinistico ha creato in Italia tra controllati e controllori. 

Avv. Salvatore Lucignano

 

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