SMART CONTRACTS ED INADEMPIMENTO: UNA NUOVA FRONTIERA CON BLOCKCHAIN

29 luglio, 2018 | Autore : |

L’avvocato futuro in soffitta è il domani che sfugge alla comprensione degli interpreti al potere in questi anni bui”. 

 

Presentare agli avvocati italiani le riflessioni rese possibili dallo sviluppo del dibattito gius-economico che si sta sviluppando attorno a blockchain è estremamente complicato. Ci troviamo in un ambito che non solo è sconosciuto ai più, ma che non interessa a quella parte dell’avvocatura che determina con il proprio voto le rappresentanze politiche di categoria. Dopo la mia sconfitta alle recenti elezioni congressuali ho scelto di indirizzare le mie attenzioni ad una dimensione volutamente estranea ad un certo tipo di propaganda. Mettere insieme ed in fila analisi sugli sviluppi politici della professione forense italiana è sempre più difficile, anche tenendo conto di fenomeni che sembrano confliggere tra loro, conferendo estrema incertezza al quadro generale.

Approfittando di un doveroso ripensamento del mio ruolo e delle prospettive di inoccupazione che vedo dinanzi a me, ho scelto di concentrare su blockchain molte energie ed una certa dose di studio. E’ un argomento affascinante, su cui avevo già scritto qualche riflessione nei mesi scorsi, ma che a mio parere necessiterebbe di approfondimenti assai più incisivi. In particolare credo che l’avvocatura non si stia adeguatamente applicando per valutare il possibile impatto della tecnologia blockchain sui rimedi all’inadempimento contrattuale. Lo sviluppo degli smart contracts va ben oltre l’ambito delle transazioni transfrontaliere.  Grazie a blockchain e agli smart contracts che essa consente, molto presto la redazione dei contratti standard sarà completamente automatizzata. L’interazione tra l’inadempimento contrattuale e la creazione di valore da trasferire agli avvocati, per mezzo del rimedio contenzioso, sarà sempre più labile. Il valore verrà trasferito in capo ai soggetti capaci di dominare i processi di codificazione delle operazioni giuridiche più complesse. L’avvocato che opera nel campo degli smart contracts dovrà sviluppare le skills legate all’interazione tra l’ideazione di istituti giuridicamente nuovi, che descrivano la natura intimamente diversa delle operazioni smaterializzate, ed allo stesso tempo dovrà essere capace di interagire con le macchine che tradurranno in codici questo innovativo bagaglio di cultura giuridica.

 

 

L’inadempimento, grazie alla rigidità ed istantaneità di blockchain, che rende del tutto residuale il concetto di “contrordine” e va ad agire in modo assai efficace nella limitazione dell’incertezza, vedrà una possibilità di verificarsi sempre più ristretta. Il rimedio all’anomalia, qualora lo smart contract non contenga in radice le istruzioni che possano bilanciare il momento patologico del sinallagma, con le istruzioni tese a correggere lo squilibrio, ben difficilmente consisterà nella “causa”, così come noi avvocati l’abbiamo conosciuta fino ad oggi.  Modelli giurisdizionali affidati alla giustizia predittiva sono già in corso di sperimentazione nel mondo anglosassone, mentre rimedi alternativi alla giurisdizione per le cosiddette “small claims” sono largamente utilizzati al di fuori dell’Italia, che resta uno dei paesi del mondo con maggiore ricorso all’avvocato quale elemento necessario per ogni tipo di procedimento. E’ sempre più evidente la volontà delle forze dominanti nell’attuale società occidentale, orientata verso un superamento dell’incertezza legata alla fenomenologia giuridica classica. Il fenomeno, teso alla deflazione della bulimia del diritto e del conflitto processuale, inciderà in profondità sulla concezione dei rapporti tra individui, non limitandosi a riscrivere le regole dell’ordinamento giuridico, ma plasmando un nuovo modo di concepire i rapporti economici tra i soggetti di diritto.

 

Ciò che l’avvocato della strada fa fatica a capire è che dietro i mutamenti che la tecnologia e l’automazione stanno imponendo, si cela uno scontro per il dominio della società. Chi riuscirà a determinare la concezione mainstream nell’ambito della definizione delle controversie, otterrà un potere ben maggiore di quello che oggi spetta all’operatore giuridico capace di affiancare il soggetto di diritti nell’affermazione concreta delle sue ragioni. L’esito di questo processo avrà come effetto immediatamente visibile l’ulteriore spostamento di valore, dall’agire di prossimità dell’avvocato, al grande centro di interessi, altamente automatizzato, multifunzione e capitalizzato, che vedrà l’avvocato trasformarsi in uno specialista internazionale di servizi giuridici. L’avvocato che pensa in blockchain diventa l’ideatore di assetti in equilibrio, predispone alternative rigide agli imprevisti nella catena di istruzioni dello smart contract, ma ha sempre meno bisogno del giudice, del notaio e di ogni altro soggetto di intermediazione o asseverazione, per poter offrire al suo cliente la soddisfazione pratica dell’interesse sotteso all’interazione nel mondo del diritto.

 

 

In questo senso i progressi che l’Intelligenza Artificiale (AI) potrà apportare alla tecnologia blockchain sono praticamente illimitati. Se si considera che la rigidità degli smart contracts è forse il loro più grande limite, che fa da contraltare ad una certezza nell’esecuzione che non può assolutamente essere paragonata, per efficienza, a quella del contratto classico, l’ingresso dell’AI nella gestione successiva al perfezionamento del contratto smart consentirà di ottimizzare ancora di più la vicenda contrattuale. La naturale evoluzione del lavoro combinato di AI e blockchain porterà a rivedere dalle fondamenta anche l’ambito operativo della mediazione. Questo potrebbe essere sicuramente un vantaggio per l’avvocatura italiana, vittima di una visione ottusa e retrograda delle ADR, imposte per ragioni di gretto interesse di piccoli gruppi, nel puerile tentativo di deflazionare in modo selvaggio l’ambiente giudiziario nazionale, portato al collasso dalla miopia delle classi dirigenti e da un’assoluta inadeguatezza degli operatori di diritto nel costruire modelli efficienti di diritto collaborativo, da affiancare al processo di puro diritto.

 

Se dunque blockchain interverrà in tempo reale per segnalare l’inadempimento, potendo contare su un patrimonio di smart contracts già in grado di rimettere in equilibrio il rapporto tra le parti, è indubbio che ciò ridurrà ancora di più lo spazio per il processo pubblico statale, destinato inevitabilmente a cedere il passo a diverse forme di composizione degli interessi tra i cittadini. Il tutto travolgerà gli attuali assetti di interesse che traggono valore e reddito dalla patologia del contratto, contribuendo alla trasformazione dell’avvocato preinternettiano nel futuro gestore delle utilità digitali e smaterializzate del suo cliente.

 

Avv. Salvatore Lucignano

 

 

SMART CONTRACTS AND FAILURE: A NEW FRONTIER WITH BLOCKCHAIN
July 29, 2018 | Author: Salvatore Lucignano |
“The future lawyer in the attic is the tomorrow that escapes the understanding of the interpreters in power in these dark years”.

Presenting to Italian lawyers the reflections made possible by the development of the jux-economic debate that is developing around blockchain is extremely complicated. We find ourselves in a field that is not only unknown to most people, but that does not interest that part of the lawyer who determines the political representations of the category with their vote. After my defeat at the recent congressional elections, I chose to direct my attention to a dimension deliberately alien to a certain type of propaganda. Putting together and in line analysis on the political developments of the Italian legal profession is increasingly difficult, even taking into account phenomena that seem to conflict with each other, giving extreme uncertainty to the general picture.

Taking advantage of a proper rethinking of my role and the prospects of unemployment that I see before me, I chose to focus on blockchain a lot of energy and a certain amount of study. It is a fascinating subject, on which I had already written some reflections in the last few months, but which in my opinion would require much more incisive analysis. In particular, I believe that the lawyer is not being adequately applied to assess the possible impact of blockchain technology on remedies to contractual compliance. The development of smart contracts goes far beyond cross-border transactions. Thanks to blockchain and the smart contracts that it allows, very soon the drafting of standard contracts will be completely automated. The interaction between the breach of contract and the creation of value to be transferred to lawyers, by means of the litigation remedy, will be increasingly blurred. The value will be transferred to the subjects capable of dominating the codification processes of the most complex legal transactions. The lawyer working in the field of smart contracts will have to develop the skills related to the interaction between the creation of legally new institutions, which describe the intimately different nature of the dematerialized operations, and at the same time must be able to interact with the machines that they will translate this innovative baggage of legal culture into codes.

The non-fulfillment, thanks to the rigidity and instantaneousness of blockchain, which makes the concept of “counter-order” totally residual and goes to act very effectively in limiting uncertainty, will see a possibility of ever-narrower occurrence. The remedy for the anomaly, if the smart contract does not contain the root instructions that can balance the pathological moment of the synallagma, with instructions aimed at correcting the imbalance, it will hardly be the “cause”, as we have known by lawyers until today. Jurisdiction models entrusted to predictive justice are already being tested in the Anglo-Saxon world, while alternative remedies to the jurisdiction for the so-called “small claims” are widely used outside Italy, which remains one of the countries of the world with the greatest recourse to lawyer as a necessary element for all types of proceedings. The will of the dominant forces in today’s western society is increasingly evident, oriented towards overcoming the uncertainty linked to classical juridical phenomenology. The process, aimed at the deflation of the bulimia of the law and the conflict of the trial, will deeply affect the conception of the relationships among individuals, not limited to rewriting the rules of the legal system, but shaping a new way of conceiving the economic relations between the subjects of right.

What the lawyer of the street is hard to understand is that behind the changes that technology and automation are imposing, there is a clash for the domination of society. Who will be able to determine the mainstream conception in the context of the definition of the controversies, will obtain a power much greater than what is now up to the juridical operator able to support the subject of rights in the concrete affirmation of his reasons. The outcome of this process will immediately see the further shift in value, from the proximity of the lawyer, to the large center of interests, highly automated, multifunctional and capitalized, which will see the lawyer turn into an international specialist of legal services. The lawyer who thinks in blockchain becomes the creator of equilibrium assets, predisposes rigid alternatives to the unexpected in the chain of instructions of the smart contract, but has less and less need of the judge, of the notary and of every other subject of intermediation or asseveration, for to be able to offer to his client the practical satisfaction of the interest underlying the interaction in the world of law.

In this sense, the progress that the Artificial Intelligence (AI) can make to blockchain technology is practically unlimited. If one considers that the rigidity of the smart contracts is perhaps their greatest limitation, which contrasts with a certainty of execution that can not be compared, for efficiency, to that of the classic contract, the entry of the AI ​​into the management subsequent to the completion of the smart contract will make it possible to further optimize the contractual situation. The natural evolution of the combined work of AI and blockchain will also lead to a revival of the operational framework of mediation from the ground up. This could certainly be an advantage for the Italian advocacy, victim of a dull and retrograde vision of the ADR, imposed for reasons of narrow interest of small groups, in the puerile attempt to deflate in a savage way the national judicial environment, led to the collapse of the short-sightedness of the ruling classes and an absolute inadequacy of legal operators in building efficient models of collaborative law, to be added to the process of pure law.

If therefore blockchain intervene in real time to report the default, being able to count on a wealth of smart contracts already able to restore the balance between the parties, it is undoubted that this will reduce even more space for the public state process, inevitably destined to give way to different forms of the composition of interests among citizens. All this will overwhelm the current assets of interest that derive value and income from the pathology of the contract, contributing to the transformation of the lawyer who acts before the development of the internet in the future manager of the digital and dematerialized utilities of his client.

 

 

 

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