NAD IN VIAGGIO: BERGAMO 28 SETTEMBRE 2017, LA RELAZIONE INTRODUTTIVA DELL’AVV. BARBARA CARSANA

17 ottobre, 2017 | Autore : |

Carissimi,

benvenuti e benvenute a tutti, un ringraziamento particolare ai nostri relatori e a tutti gli astanti e ai promotori di questo convegno.

Ringraziamento perché oggi affronteremo un tema delicato e, a differenza del dibattito che sulla questione del testamento biologico si accende ciclicamente in Italia, lo faremo, o cercheremo di farlo, scevri dall’emozione che suscita un caso in corso e dunque con parole prudenti, accorte e puntuali, sotto l’egida della medicina, della politica e del diritto.

In Italia, infatti, le questione bioetiche che riguardano il fine vita nascono ai confini del diritto e scivolano spesso sui casi di cronaca.

Ricordo in ordine di tempo i documenti degli anni 90 del Comitato Nazionale di Bioetica e le “dichiarazioni anticipate di trattamento” pubblicate nel 2003.

Generalmente il confronto pubblico ha seguito il flusso di veri e propri casi scuola e si è infiammato particolarmente a livello mediatico tra il 2000 e il 2006 con i casi Welby ed Englaro, per poi avere un nuovo picco sul finire del 2016 con il caso di Dj Fabo.

Non è forse un caso che i primi di Marzo 2017 (il 4) il Parlamento iniziava il dibattito nelle Commissioni Affari Sociali, dopo che era rimasto fermo a oltre 10 anni dal caso Piergiorgio Welby.

Come è andata a finire lo sappiamo tutti e meglio lo approfondiremo oggi con la proposta di legge che si è focalizzata solo sul testamento biologico (326 voti favorevoli), più facile a raccoglier consenso parlamentare, meglio poi definito con

DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTATAMENTO.

Se ne attende la calendarizzazione in Senato.

Bene.

Oggi di questo parleremo di testamento Biologico di DAT.

Parleremo, in attesa di un dato normativo valido ed efficace, e qui cito quasi testualmente il testo del Prof. Foglia, “dei confini esistenti tra il riconoscimento della «autonomia privata della persona sulla soglia del fine vita » e la protezione del bene “vita” oltre la volontà del soggetto proprio al fine di definire l’aspetto percettivo delle disposizione anticipate di trattamento.”

Ci muoveremo quindi su questioni nodali.

Faremo chiarezza sui termini: eutanasia, testamento biologico e accanimento terapeutico, tutte questioni tra loro distinte ma indissolubilmente legate nel dibattito a volte anche in maniera errata e volutamente confusiva.

Noi oggi parleremo di un’alternativa: “ il prolungamento della vita in condizioni che taluno può valutare indegne, oppure il diritto di opporsi validamente e precettivamente a detto prolungamento per ragioni per lui valide”.

Questa alternativa posta all’autonomia individuale si muove nel campo di un progresso medico e tecnologico che sposta sempre un po’ più in là i confini naturali e svela uno spazio che fino al XX secolo non c’era: la ritualizzazione della morte tema di per sé davvero interessantissimo, è mutata radicalmente e oggi c’è uno spazio, una soglia al limite che chiede giuridificazione.

Tra vita e libertà si snodano alcune malattie che oggi possono essere “trattenute” con il prolungamento della vita di pazienti le cui condizioni avrebbero in passato condotto inevitabilmente alla morte. In questo limbo analizzeremo i diritti fondamentali di integrità, identità morale, e della autodeterminazione chiamando a raccolta i principi, innanzitutto costituzionali : l’ art 32 della costituzione, l’art 2 , il 13…

Però dobbiamo calare il tutto nel giusto contesto.

La medicina di oggi non è più quella di un tempo.

Il progresso delle scienza ha pesantemente condizionato il benessere delle persone, ha, permettetemi una traslitterazione, “spinto la notte un po’ più in là” usando come chiave di volta in consenso libero e informato.

Ma all’innalzamento dei diritti dei pazienti, dobbiamo anche onestamente dire che è corrisposto anche un abbassamento delle possibilità di movimento della medicina. Essa negli ultimi anni si muove in un campo spesso minato è diventata ancora più difensiva e prudente schiacciata da un lato da una crescente richiesta di eternità a fronte di esperienze biologiche forse tristemente ma, naturalmente, al termine e, più pedissequamente, dall’altro da picchi di contenzioso in una ben più prosaica ricerca di guadagno.

Ebbene in tutte queste sfaccettature si muoveranno oggi i nostri ospiti che a questo punto, non attardandomi oltre, andrei a presentare.

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