Un Paese Stordito dal Processo – show

29 Novembre, 2025 | Autore : |
Avv. Anna Mondola – Presidente Nazionale Nuova Avvocatura Democratica
Il sistema giudiziario nazionale, nonostante le risorse stanziate dal Pnrr, è palesemente al collasso. Quasi quotidianamente si registrano problemi gravissimi alle infrastrutture telematiche che rallentano o impediscono le procedure in tutti gli uffici del paese. Il processo telematico continua a registrare blocchi, ritardi e rinvii con disagi infiniti per avvocati, cittadini e imprese. Il Pct avrebbe dovuto segnare una svolta per la digitalizzazione della Giustizia e agevolare il lavoro per tutti gli operatori del settore. Durante le ore del mattino e soprattutto nelle ore di punta è quasi sempre impossibile accedere anche alla propria Consolle e nei fine settimana adesso anche durante la settimana assistiamo a blocchi sistematici del Pct. Il problema non è solo di carattere logistico ma anche di efficienza lavorativa. Gli avvocati devono rispettare termini e devono leggere anche gli atti del contraddittore per poter svolgere la propria attività. Si parla di efficienza ma non di qualità, il cittadino deve sempre essere al primo posto non dimentichiamo che la Giustizia è amministrata “In nome del Popolo Italiano” e non è e non deve essere ad appannaggio di pochi. La culla del diritto l’Italia si sta facendo coinvolgere da una serie di provvedimenti riforme inutili che non avranno lo scopo di accelerare le decisioni ma sarà sommersa da una serie di decisioni abnormi e non giuridicamente corrette. I rimedi processuali le impugnazioni spesso non vengono adottati perché l’accesso alla Giustizia è diventato troppo costoso e il cittadino medio che non è povero ma nemmeno ricco in realtà non ha la possibilità materiale di difendersi. Non ha i requisiti per accedere al Gratuito Patrocinio ma non ha neanche la possibilità economica di accedere alla Giustizia soprattutto in caso di impugnazioni, doverose, quando vengono emesse sentenze e provvedimenti affrettati ma iniqui.
Il Ministro al Congresso ci ha detto che dobbiamo aspettare il 2027 perché attualmente dobbiamo dimostrare all’Europa di essere efficienti. Ma nelle more i cittadini e gli operatori del diritto cosa fanno? Dal 2020 in poi stiamo assistendo ad una serie di eventi Covid blocco, riforma Cartabia blocco, digitalizzazione blocco, e riforme prossime ad entrare in vigore blocco che condurranno alla paralisi totale se non si prende un provvedimento urgente. Gli avvocati che fanno ? Bene al Congresso Nazionale Forense di Torino abbiamo assistito ad una rappresentazione teatrale di alto livello sostenuta economicamente da tutta la categoria ad appannaggio di pochi, ma non certamente nell’interesse dei cittadini e quindi anche di noi stessi. Anche gli avvocati sono cittadini vero? Inaccettabile ed indecoroso (visto lo scenario catastrofico che caratterizza ormai da tempo il comparto giustizia) l’applauso ser -vile di chi pur avendone la facoltà, non ha saputo/potuto/voluto portare alla ribalta i veri problemi della classe, a partire dalla nostra legge professionale lasciata nelle mani di pochi senza un controllo pregnante partecipazione di tutte le associazioni a livello nazionale che sono silenti e appiattite su meccanismi di potere di piccolo calibro, in carenza di una vera visione sistemica e d’insieme. La miopia si abbatterà inevitabilmente su coloro che ne sono affetti. Nessuno sarà esentato dal patire gli effetti catastrofici delle scelte fatte per interessi personali o nell’interesse di pochi. Attendiamo che i nostri colleghi quelli che ancora credono nella funzione “sociale” della nostra professione si sveglino e abbiano un sguardo vigile e attento al presente per salvare il futuro con azioni concrete, necessariamente da convogliare in un’azione di impegno diretto e propositivo. Pena la sparizione dei tanti orticelli ,più o meno vasti che troppi si illudono di poter preservare permanendo in una inaccettabile condizione di indifferenza rispetto ai temi complessivi la cui corretta gestione sta divenendo fattore di esistenza in vita per la tutela dei diritti e dell’intera categoria.

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