BISIGNANI, PARNASI E NUNZIO PIGLIATUTTO

18 giugno, 2018 | Autore : |
 
Dunque, eravamo fermi all’affarismo e alla politica, all’uso delle cariche istituzionali forensi per fini di potere personale? Si, da lì siamo partiti e da lì non ci siamo mossi. Anche la candidatura di Nunzio Luciano al Parlamento matura in un quadro in cui le relazioni pericolose con faccendieri ed “amici”, già da tempo noti alle forze dell’ordine, alle patrie galere e ai magistrati, non si fanno mancare. I giornali non si fanno alcuno scrupolo nel parlare di “tentativo di corruzione” nei confronti di Luciano, ma quel che è peggio – e che imporrebbe le immediate dimissioni del padrone della Cassa Forense – è che anche gli aspetti che riguardano la commistione tra politica e politica forense sono assolutamente censurabili.
 
Riavvolgiamo il nastro. Il buon Nunzio ha fame. Il potere per lui è un’ossessione, la politica… una droga, una malattia. Riesce a farsi candidare al Senato, in un posto in cui non dovrebbe avere problemi a farcela, e dice a tutta l’avvocatura italiana che lui, di dimettersi dalla Cassa Forense, non ci pensa proprio, anche se verrà eletto. I 92 mila euro all’anno dell’incarico presidenziale non bastano, servono altri soldi ed altro potere. L’incarico di Presidente non gli prende molto tempo, può tranquillamente fare anche il parlamentare, in contemporanea. L’incarico di Presidente gli prende 72 ore al giorno,ecco perché va pagato profumatamente.
 
E’ il bispensiero di George Orwell. Tutte le menzogne sono uguali, ma per Nunzio, abituato a fare da padrone a casa nostra, alcune sono molto meno menzogne di altre. Tornando alla politica, i suoi “amici” parlano chiaro: Nunzio va aiutato, ma non deve fare il sottosegretario, deve restare solo parlamentare, in modo da assommare entrambi gli incarichi, senza “abboffarsi” , senza saziarsi mai.
 
Si, alla base di tutta questa squallida vicenda c’è l’avidità. Avidità di denaro, di potere, di cariche, da sommare, cumulare, senza vergogna, senza pudore, senza rispetto alcuno per le decine di migliaia di colleghi in difficoltà. Concludo come il giornalista che firma l’articolo che ho proposto: quando si dice… “gli interessi del paese”.
Avv. Salvatore Lucignano
Segretario Nazionale NAD

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